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Residenze

Two Villas Tara: gestione immobiliare per i proprietari

Two Villas Tara è un piccolo comprensorio chiuso a Cherng Talay, a pochi minuti nell’entroterra rispetto a Layan Beach. Una manciata di ville con piscina dietro un solo cancello, e nessuna di queste è nuova. Quella dimensione cambia il modo in cui si gestisce il posto, e quasi tutti i consigli rivolti ai proprietari di ville a Phuket sono stati scritti per comprensori dieci volte più grandi.

Quello che possiamo confermare, e quello che non possiamo

Un elenco breve di fatti, e una lacuna dichiarata.

Su un piccolo comprensorio le informazioni pubbliche sono scarse, ed è dalle informazioni scarse che nascono i numeri inventati. Ecco quello che regge, e dove conviene controllare le vostre carte invece di fidarvi delle nostre.

  • Dove si trova

    Cherng Talay, nel distretto di Thalang, arretrato rispetto alla costa, non affacciato su di essa. Le banche dati immobiliari collocano Layan Beach a pochi minuti di auto e Bang Tao un po’ più in là. Gli ospiti avranno bisogno di un veicolo, e il vostro annuncio dovrebbe dirlo con chiarezza invece di lasciar intendere una passeggiata. Arrivare e scoprire il contrario è il genere di cosa su cui la gente scrive.

  • Quante ville

    Una quindicina, tutte con piscina privata. Ogni fonte che riusciamo a trovare concorda su quell’ordine di grandezza, e quelle fonti visibilmente si copiano a vicenda, quindi l’accordo tra loro vale meno di quanto sembri. Confermate la cifra esatta con l’amministrazione, perché a questa scala una villa in più o in meno cambia davvero il modo in cui si dividono i costi comuni.

  • Quanti anni ha

    I registri degli annunci collocano il completamento alla fine del 2006, il che significherebbe che queste ville hanno circa vent’anni. È l’età in cui la climatizzazione originale, gli impianti della piscina e il legno arrivano alla fine della loro vita utile più o meno insieme. Il vostro atto e i documenti di consegna portano la data della vostra villa in particolare, ed è su quella che vanno fatti i conti.

  • Che cosa non abbiamo intenzione di dirvi

    Chi l’ha costruito, come soggetto giuridico. Una sola banca dati immobiliare nomina un costruttore con una grafia che non riusciamo a confermare con nessuna fonte indipendente, quindi non abbiamo intenzione di ripeterla come un fatto. Il nome stesso del comprensorio rimanda a un costruttore più che a un luogo, il che è un indizio e non una conferma. Il vostro fascicolo di acquisto nomina il venditore e la data, ed è quella la versione che conta.

La questione della dimensione

Un comprensorio piccolo ha un’aritmetica diversa da uno grande.

È la parte che qui conta davvero, e nessuno la mette per iscritto. Un comprensorio piccolo non è uno grande rimpicciolito. I meccanismi cambiano, e cambiano in entrambe le direzioni.

  • Le decisioni si prendono in fretta

    Un comitato di una manciata di proprietari può concordare in una settimana quello che a un grande complesso costerebbe una stagione solo per metterlo in calendario. Utile quando serve sostituire il motore del cancello. Meno utile quando una regola sui soggiorni brevi passa alla stessa velocità e lo venite a sapere dopo, perché quella settimana non eravate nel Paese.

  • I costi comuni ricadono su pochissime spalle

    Il rifacimento della strada di accesso, una pompa su un impianto idrico condiviso, un intervento sulla vigilanza. Divisi tra i proprietari di qui, sono costi che ciascuno sente. Chiedete che cosa coprono le spese comuni, che cosa è tenuto a riserva, e quali lavori sono già in programma. Le cifre riportate dai portali di annunci per questo comprensorio variano molto e nessuna fa testo. Quella vera ce l’ha l’amministrazione.

  • Sul posto il personale è ridotto all’essenziale

    Un grande comprensorio ha una propria squadra di manutenzione, turni di vigilanza e un responsabile sul posto. Qui possono esserci una guardia e un giardiniere. Tutto il resto è un fornitore che qualcuno deve chiamare, e alle nove di una domenica sera quel qualcuno siete voi o la persona che pagate perché sia reperibile.

  • Un proprietario che smette di pagare si vede

    In un comprensorio di questa dimensione una singola morosità è un buco vero nel bilancio, e i proprietari rimasti o la coprono o il lavoro non si fa. In un grande complesso la stessa morosità sparisce in una riga di arrotondamento. Vale la pena informarsi su come si riscuote prima di dare per scontato che la riserva sia intatta.

I vicini

In un comprensorio piccolo un vicino non è un’astrazione.

È qui che l’affitto breve in una comunità così piccola riesce o fallisce, e raramente dipende dagli ospiti di cui i proprietari si preoccupano in anticipo.

  • Un vicino scontento ha un peso vero

    Non è una voce su duecento. È una su una manciata, sa esattamente quale sia la vostra villa, e alla prossima riunione ci sarà. Una sola lamentela ricorrente sugli arrivi tardi o sul rumore in piscina basta a mettere all’ordine del giorno un cambio di regolamento, e i comitati piccoli le cose le approvano.

  • Il che è gestibile, se qualcuno è davvero presente

    Quasi tutte queste lamentele sono le stesse tre cose: rumore a tarda notte, auto parcheggiate dove bloccano un vicino, e rifiuti lasciati fuori tra un soggiorno e l’altro. Tutte e tre sono operative, non strutturali. Un regolamento della casa che venga fatto rispettare e un numero locale a cui qualcuno risponde le risolvono, e nessuna delle due cose funziona da un altro Paese.

  • Una villa vuota qui si nota

    In un grande comprensorio nessuno si accorge che una casa è chiusa da marzo. Qui se ne accorgono tutti, compreso chiunque abbia interesse a sapere quali case sono vuote. Le visite regolari qui valgono più delle stesse visite altrove, anche perché chi vi sta intorno le vede.

Prima di affittare a breve

Che cosa accertare per iscritto, in un comprensorio di questa dimensione.

Una comunità piccola spesso non ha alcuna posizione scritta sui soggiorni brevi, e i proprietari leggono quel silenzio come un permesso. Non lo è. Significa che la questione non è mai stata messa alla prova, e la vostra prima prenotazione è ciò che la mette alla prova.

  • Mettete per iscritto la posizione sui soggiorni brevi

    La tolleranza verbale di un vicino o di una guardia non è una regola e non sopravvive a un cambio di comitato. Chiedete all’amministrazione la posizione scritta e la data in cui è stata decisa. Se non esiste niente, avete imparato qualcosa di utile: siete voi il caso che la stabilirà, quindi conviene essere l’esempio ben gestito invece di quello da citare come monito.

  • Concordate l’accesso degli ospiti prima del primo arrivo

    Come si registra un ospite al cancello, che cosa succede quando un volo atterra tardi, se un taxi viene fatto entrare o rimandato indietro. In un comprensorio così piccolo è una sola conversazione con una sola persona, il che è un vantaggio vero rispetto a un grande complesso. Serve solo che qualcuno la faccia, quella conversazione.

  • Sistemate il parcheggio prima che diventi un incidente

    Ogni villa ha il proprio parcheggio, dimensionato per una famiglia. Un gruppo di ospiti arriva regolarmente con più auto di così. Dove va l’eccedenza è la fonte di attrito più comune nei comprensori piccoli, ed è del tutto evitabile decidendo la risposta in anticipo invece che a mezzanotte.

  • Le regole nazionali si applicano comunque, sempre

    Qualunque cosa permetta il comprensorio, la legge thailandese sui soggiorni sotto i trenta giorni e sulle licenze alberghiere continua ad applicarsi. Il comprensorio può essere più severo della legge. Più permissivo no. Qualsiasi gestore che vi dica il contrario sta tirando a indovinare al posto vostro.

Aspetti pratici

Che cosa comporta davvero mandare avanti una villa qui.

  • Gestiamo una villa in questo comprensorio

    Significa che sappiamo già come lavora questa amministrazione, chi chiamare quando serve un fornitore, e come vengono trattati gli ospiti al cancello. Il nostro ufficio è a Choeng Thale, a pochi minuti invece che dall’altra parte dell’isola, ed è il motivo per cui un controllo settimanale su una villa chiusa qui è una routine e non una spedizione.

  • Il clima ha già fatto il suo lavoro

    Una villa di questa generazione, in questo clima, è arrivata al punto in cui gli interventi smettono di essere riparazioni e diventano sostituzioni. Copertura e drenaggio vengono per primi: in una villa bassa con piantumazioni mature intorno, l’acqua trova la via d’ingresso prima che ceda qualsiasi altra cosa, e fa il suo danno in silenzio. La data che governa tutto questo è quella sul vostro documento di consegna, non quella su una pagina di annunci.

  • La climatizzazione di quella generazione ha fatto il suo tempo

    Le macchine installate al momento della costruzione hanno superato da tempo la vita utile. Sostituirle costa di solito meno che continuare a ripararle, e il punto di pareggio arriva prima di quanto i proprietari si aspettino. Preferiamo farvi vedere i conti sulle vostre macchine piuttosto che citarvi una regola generale. E si vede direttamente nelle recensioni, perché la climatizzazione è una delle poche cose di una casa che gli ospiti citano per nome.

  • Piscine che restano ferme

    Le ville nei comprensori come questo si usano spesso qualche settimana all’anno. Una piscina che non si usa è più difficile da mantenere in efficienza di una usata di continuo, e gli impianti di quell’età si guastano senza annunciarsi. Analizzare l’acqua ogni settimana in una piscina in cui non nuota nessuno non è pignoleria, è la parte meno cara del lavoro.

Risposte chiare

Quello che chiedono i proprietari di Two Villas Tara.

Quante ville ci sono esattamente?
Una quindicina. Vi diamo l’ordine di grandezza invece di una cifra precisa, perché le fonti che possiamo verificare concordano più o meno su quello e nessuna fa testo. Il numero vero ce l’ha l’amministrazione. In un comprensorio così piccolo vale la pena averlo, visto che la differenza tra quattordici e sedici cambia il modo in cui si divide ogni costo comune.
Un comprensorio piccolo si affitta meglio o peggio di uno grande?
Né l’uno né l’altro, in modo prevedibile. Si affitta diversamente. Chi prenota qui sceglie un comprensorio residenziale tranquillo a pochi minuti dalla spiaggia, non un resort con i servizi, e l’annuncio deve partire da lì invece di competere su dotazioni che il comprensorio non ha. Quello che può ottenere la vostra villa in particolare dipende dal suo stato, dal numero di camere e da quanta parte dell’anno tenete per voi, ed è quello che guarda la nostra analisi di mercato.
Posso nominare un gestore mio?
In genere sì. Alcuni comprensori di Phuket prevedono un programma di locazione del costruttore, e dove esiste, l’obbligo di solito sta nella documentazione di acquisto più che nel regolamento del comprensorio. Controllate la vostra prima di nominare qualcuno. Poi controllate separatamente il regolamento del comprensorio per eventuali limiti su chi può operare dentro i cancelli. Sono due documenti diversi e vanno letti entrambi prima di impegnarvi con qualcuno.
La mia villa è chiusa quasi tutto l’anno. La gestione ne vale la pena?
In quella situazione quello che vi serve non è la gestione delle locazioni, è qualcuno che controlli la casa. È un accordo più piccolo e il prezzo ne tiene conto. In un comprensorio di questa dimensione conta anche più che altrove: una casa di cui si vede che qualcuno si occupa viene trattata diversamente, dai vicini e da chiunque altro faccia attenzione a quali ville sono vuote.
Che cosa devo chiedere per prima cosa all’amministrazione?
Se i soggiorni brevi siano permessi, per iscritto, con la data in cui la posizione è stata decisa. Poi che cosa coprono le spese comuni, che cosa è tenuto a riserva, e quali lavori sono già in programma. Quelle risposte vi dicono più di qualsiasi pagina di annunci, questa compresa, su quanto costerà possedere qui e su che cosa sarà permesso fare.

Rivisto a . Aggiorniamo queste pagine quando cambia la pratica sul campo, non a scadenza fissa.

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